Diabete, dalla medicina di precisione alle nuove tecnologie: come può cambiare la cura

Le nuove terapie, gli strumenti digitali e la medicina di precisione stanno aprendo prospettive importanti nella gestione del diabete. Il tema è stato al centro del congresso annuale della European Association for the Study of Diabetes, svoltosi a Milano, dove gli esperti hanno discusso anche di obesità, stili di vita e prevenzione.

Secondo Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia, l’obiettivo non è più soltanto mantenere sotto controllo la glicemia, ma proteggere la salute complessiva della persona. L’innovazione, ha sottolineato, dovrà tradursi in percorsi di cura personalizzati, sostenibili e accessibili.

In Italia il diabete di tipo 2 interessa quasi 4 milioni di persone, mentre oltre un milione potrebbe convivere con la malattia senza aver ricevuto una diagnosi. A livello globale, invece, sono più di mezzo miliardo gli adulti interessati. Il mancato controllo della patologia può aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari e renali, soprattutto in presenza di obesità, ipertensione, sedentarietà e alterazioni del colesterolo.

La prevenzione passa anche dalla conoscenza dei propri valori. La campagna europea “Know your numbers” invita a monitorare periodicamente pressione, glicemia, colesterolo e peso, indicatori strettamente collegati alla salute cardio-metabolica.

Dal congresso arrivano inoltre dati incoraggianti sul diabete di tipo 1. Il progetto europeo EDENT1FI, che ha coinvolto oltre 140mila bambini e ragazzi, ha dimostrato la possibilità di individuare la malattia prima della comparsa dei sintomi attraverso programmi di screening.

Per questo i ricercatori indicano alcune fasce d’età nelle quali effettuare i controlli, con l’obiettivo di anticipare la diagnosi e ridurre anche il rischio di chetoacidosi diabetica. In Italia lo screening nazionale è previsto dalla legge 130/2023 ed è attualmente in fase di attuazione in alcune Regioni.